Lavori in corso

É da un po’ che non scrivo. Perché ho le idee un po’ confuse sul disegno di questa web, la mia web. Sto cercando un tema che sia moderno ed attrattivo, che mi identifichi. Ne ho trovato alcuni di interessanti, ma non sono ancora convinto. Poi voglio mettere piú di una lingua nel sito, cosí che sia gli italiani che gli spagnoli possano leggere e navigare su questa web. Ma ho avuto un po’ di difficoltà nel multilingue, ho installato un plugins multilingue, però mi sta complicando il sito. Quindi sto sistemando le pagine, le foto, eccetera. E alla fine toglierò quel plugin.

Vivere

Voglio vivere, ho gridato al vento,
come rondine che non ha pensieri
e non vedere, nei tuoi occhi neri,
lo sguardo serio quando son contenta.

Voglio vivere, ho gridato al sole,
e riscaldarmi nei suoi raggi d’oro
e non vedere il misero tesoro
che tu mi porgi quando il cuore duole.

Voglio amare, ho gridato al mondo
amare ancora e innebriarmi in esso
riprendi ció che amai tutto te stesso
e lascia il cuore mio vivo e giocando.

Biancarosa Boldarino (9-2-1966)

Risorse inumane

Da qualche settimana ho scoperto un «tipo» su Facebook che fa video. Video motivazionali, di business, di come migliorare la propria vita, di tecnologia, di internet, parla di ricchi e parla di poveri. Fa tanti video, ogni giorno carica un video nuovo su Facebook. Però, sono tanti un video al giorno!! Sono fatti bene, parla di un argomento, e poi fa un rapido montaggio, tagliando alcune parti e le carica sui vari portali web.

Ieri ho visto questo video dove parla delle risorse umane e subito mi é venuto in mente il Carrefour.

Si, ho lavorato al Carrefour, ahimè. Fino a pochi mesi fá ero lí, nel supermercato e ci sono stato per un anno. Quello che dice Montemagno é proprio vero!! Ero solo una risorsa per Carrefour e non un umano!! Non c’era comunicazione dei capi verso me, alcuni giorni arrivavo al lavoro e mi trovavo alcune sorprese. Il mio collega non c’era, e mi dovevo occupare del lavoro che normalmente facevamo in due. (che era già tanto per due persone)

Ma fin dal principio mi ero accorto di come andavano le cose, ormai tutte le grandi imprese lavorano cosí. Aparte qualcuna. I primi giorni di lavoro bisognava fare i corsi obbligatori sulla sicurezza nel lavoro e su come manipolare i prodotti alimentari, ma farli tutti online….? Mi hanno messo davanti un computer (vecchissimo, brutto, grigio, lentissimo, si aprivano in continuazione finestre avvisando di tutto, probabilmente era pieno di virus e quant’altro) e sono rimasto a fare questi corsi e test per 3 giorni di fila. Qualche corso l’ho dovuto ripetere perché il PC si era impallato! Cosí da perdere una buona mezz’ora. L’ultimo corso é stato il piú divertente perché era un simulatore di cassa, disegnato nei minimi particolari, con il mouse bisognava digitare i tasti giusti sulla cassa, far passare i prodotti sul lettore del codice a barre e schiacciare un pulsante che faceva sorridere il cassiere!! Siccome il PC era da ferrovecchio e sprizzava virus da tutti i pori, non sopportava il programma di simulazione. Funzionava, ma facendo un movimento con il mouse o cliccando, il PC razionava dopo 5 minuti!! Quindi, immaginate l’esito della simulazione online! Era un completo disastro!!

Per tutto il tempo che sono stato lavorando per loro, non mi comunicavano o non mi hanno insegnavano cose che mi sarebbero state utili. Per esempio: stampare le etichette dei prezzi (dovevo avvisare il mio superiore che avevo bisogno di tot etichette di tot prodotti… poi non le stampava, perché era pieno di lavoro e si dimenticava. Potevano passare anche giorni per stampare una etichetta), avvisarmi che il mio collega non ci sarebbe stato per tot giorni, causa vacanze, o l’arrivo di un nuovo prodotto da mettere negli scafali, oppure che, anche il collega che si occupava di riempire il bancone frigo era in vacanza e che avrei dovuto fare anche quel lavoro, quindi una persona fa il lavoro di tre.

La cosa piú forte che mi é capitata, é stato a due mesi che lavoravo lí. Finivo di lavorare alle 12:40, il pomeriggio libero e avevo 2 giorni liberi davanti a me. Cosí con mia moglie ci eravamo organizzati, veniva a prendermi direttamente al lavoro in macchina per andare nel nord della Spagna (4 ore e mezza di viaggio) per poi tornare a casa due giorni dopo. Alle 12:40 vado nello spogliatoio a cambiarmi e lavarmi, dopo 10 minuti esco, passo davanti l’ufficio e la mia superiore mi ferma dicendomi che al pomeriggio avrei dovuto tornare per fare l’inventario. Io la guardo …e rido. Rido perché c’era anche un’altra collega che spesso, parlando con lei, si facevano battutine, sul piú e sul meno. Anche con la mia superiore si facevano battutine, quindi in quel momento sembrava una battuta. Invece era tutto vero.

Ma poi, come si fa, a dirmi, quando sono giá fuori dall’orario di lavoro, che devo tornare al lavoro, fuori dall’orario di lavoro??!!!! Nessuno mi aveva mai parlato dell’inventario, che avrei dovuto fare l’inventario! Mi sembrava uno scherzo e l’ho preso come tale! Comunque, nelle volte successive, quando me l’hanno chiesto, sono andato all’inventario, però tutto questo mi sembrava un po’ «illegale».  Avevo un calendario di lavoro, che mi davano all’inizio di ogni trimestre, e delle ore dell’inventario non c’era traccia. Andavo anche perché ero nuovo, avevo bisogno di uno stipendio (per quel poco che fosse) e non volevo mettermi in disaccordo con i capi. Sicuramente ho fatto ore extra non pagate. E visto che la paga era una miseria, mi dava molto fastidio. Ho lavorato in tanti posti diversi, ma uno stipendio come questo non l’ho mai visto! Forse non é stato il peggior lavoro che ho provato, ma il secondo sicuro. É un lavoro fisico, caricare, scaricare, prendere pesi, alzare pesi, abbassare pesi, incucciarsi, mettersi in punta di piedi. I primi tempi tornavo a casa con un mal di schiena… Poi mi é passato, perché ho cambiato reparto. Comunque, quello che voglio dire, che alcuni lavori non valgono la pena, non vale la pena spezzarsi la schiena per lo stipendio che ti danno e per i problemi fisici che avrai nel futuro! Ci sono molti altri lavori dove si prende uno stipendio migliore e senza il rischio di avere lesioni o incidenti.

Quello che dice Monty (Montemagno), se le imprese comunicassero «meglio» con i propri dipendenti, le cose andrebbero molto meglio nel lavoro. E con una preparazione migliore il lavoratore rende di piú! Carrefour ha un grande sistema di portali web: blog, e-commerce, portale per il lavoratore. Ma sono tutte cose un po’ messe lí per nascondere come realmente viene trattato il lavoratore. Spesso il piccolo dipendente che lavora nel supermercato, ha un livello scolastico medio-basso, quindi, internet, non sa neanche cosé…..!! Non puó permettersi un PC, e quindi, non sa usarlo. Quindi mettere a disposizione un blog, un portale di notizie per il lavoratore, é un po’ inutile. E poi, per entrare nel portale per vedere l’estratto della busta paga, era piú compilato che hackeare l’ FBI, password su password su permessi su codici… Mi é di gran lunga piú facile fare un trasferimento del mio conto dal portale della mia banca!!

Volete saper com’é andata a finire? Al rinnovo di un contratto mi hanno detto: «Domani vai ad iscriverti alla disoccupazione e il giorno dopo vieni qui e firmi il contratto nuovo». E li, ho capito tutto, che mi avrebbero lasciato a casa allo scadere del seguente contratto. Cosí é successo e giusto pochi giorni prima di compiere l’anno mi hanno lasciato a casa.

Passione per l’acquerello

Passione per l’acquerello é una esposizione collettiva coorganizzata da mia moglie nella Sala esteriore della Casa di Cultura di San Lorenzo de El Escorial, Madrid. Partecipano i più grandi acquerellisti spagnoli.

Dal 15 al 22 settembre 2016, con orario di apertura al pubblico dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 21. Inaugurazione venerdi 16 settembre dalle ore 19:30.

PASION cartel
PASION cartel

Artisti:

Ana Grasset
Anais García Burgos
Belinda Washington
Carlos Oliva
Carmen Sánchez
Celia CanoCuca Arsuaga
Enrique Alda
Esther Col
Eva Liberal
Idoia Lasagabaster
Irene Escribano
Jacques Villares
Jorge Akerman
José L Lopes «Kubi»
José Miguel González
Juan Ramón Alves
Luis Cámara
Lilí Cenoz
Luz Divina Moreno
Maribel Garrote
Mariam Martinez-Caro
Marisol Pérez Santana
Marta Llobet
Rosa Casado
Sisi Casaprima
Társila Jimenez

Pasion retro
Pasion retro

Traduzione:

«L’acquerello crea vincoli fortissimi. Sará per il rischio che si prende aspettando che l’acqua finisca il suo lavoro, il caso é che gli acquerellisti dopo aver dipinto assieme per la prima volta sembra che si conoscano da sempre. Questo motiva iniziative come quella che oggi presentiamo. Amici che decidono mostrare le loro opere assieme con la allegria di compartire un momento unico.

Ci auguriamo che godano dell’esperienza tanto come noi. Viva L’acquerello!»

Tanto caldo

Siamo già a settembre, e tutti pensano alla fine dell’estate  e delle vacanze. Ma, in Spagna, dove vivo, non è così. Di solito in questo periodo fa già freddo, non puoi uscire la sera senza una giacchetta! Vorrei specificare che vivo nella provincia di Madrid, ai piedi della catena montuosa centrale. Normalmente qui ci sono sempre 4-5 gradi in meno che a Madrid centro. Ed in questa zona, dopo ferragosto il tempo cambia: incominciano i temporali, si abbassano le temperature, eccetera. Mentre questa settimana abbiamo battuto tutti i record di questo mese. Sta facendo caldo come nel pieno mese di luglio. Ieri sono stato tutto il giorno in giro per Madrid e si sentiva un’aria calda africana. Infatti, ho visto le previsioni del tempo (spagnole) , dicevano che c’è una corrente di aria calda dall’Africa che ha preso in pieno la Spagna. L’Italia invece, non è stata presa da questa corrente e lì, c’è una temperatura più sopportabile. Ieri, che sono stato in centro a Madrid, la temperatura ha sfiorato i 40 gradi, ma in Andalusia e più precisamente a Siviglia, Cordova, Murcia, in questi giorni hanno superato i 40 gradi, e per essere a settembre è un fatto davvero eccezionale. Questo è una prova del cambio climatico.

Chi scrive?

Fin’ora ho scritto solo pochi post e tutti parlano di Renault 4. Si, ne ho una anche’io, mio padre la compró nel ’88 e poi ho imparato a guidare con quella e me la sono tenuta. Adesso la uso abitualmente, con gli anni l’ho migliorata e vado a vari raduni di auto storiche. Però, il blog non era nato per parlare di Renault 4. Beh, non avevo neanche una chiara idea su cosa sarebbe servito questo blog. Però mi piaceva l’idea di avere un blog tutto mio. Avevo varie idee su cosa scrivere sul blog, parlare di cosa faccio, luoghi da visitare, del restauro… etc… Però nessuno mi convinceva del tutto, quindi, sono ancora qua che penso. Forse non occorre che ci sia un tema sul blog e seguire sempre quello, posso anche scrivere quello che voglio e mi piace, senza essere obbligato ad avere un tema specifico che deve rimanere sempre quello.

Cosí penso che sia arrivata l’ora anche di raccontarvi chi sono e da dove vi scrivo. Mi chiamo Federico, per gli amici Fede (come avrete capito dall’indirizzo web). Sono nato a Padova e lì ho frequentato l’Istituto Statale d’Arte «Selvatico», che adesso é liceo, ottenendo il diploma di maturità. Dopo un anno mi sono iscritto ad un corso regionale triennale di restauro a Venezia.

Quello che mi ha cambiato radicalmente la vita é stata Venezia. Infatti proprio lì, in mezzo alle calli e rii, conobbi una ragazza… spagnola… Cosí dopo qualche anno siamo andati in Spagna, Madrid. Il primo anno ho vissuto a Madrid, vicino allo stadio Bernabeu del Real Madrid. Poi ci siamo trasferiti nella «Sierra madrileña» tra montagne e colline della provincia di Madrid. Appena arrivato in Spagna pensavo che avrei vissuto lavorando per il restauro, e cosí é stato per i primi anni, ma poi é arrivata la crisi e di lavoro ce n’era (e ce n’é) poco.

Ho cambiato tanti lavori, alcuni belli e alcuni orribili! Attualmente sono senza lavoro, nell’ultimo lavoro mi hanno lasciato a casa prima di compiere un anno di lavoro, cosí non sono obbligati a farmi fisso. Il restauro mi é andato un po’ in disgrazia, nel senso che anche quello non é un lavoro stabile. Ci si deve sempre muovere per il paese, e i lavori durano un po’ di mesi, poi devi essere fortunato che l’impresa per cui lavori abbia un altro lavoro in attesa. Comunque ho visto tanti lavori di restauro fatti male, con materiali scadenti e velocemente. Tre anni fá sono tornato in Italia per un lavoro, all’inizio sembrava un lavoro di 4 mesi, ma poi é durato solo un mese.

Dopodiché sono tornato in Spagna, per un altro lavoro, ma anche quello é durato solo un anno. Con la crisi la qualità dei lavori é peggiorata molto. Ti pagano il minimo possibile, fai ore extra e non te le pagano. A causa di questo con molti datori di lavoro non sono rimasto con buoni rapporti. Cosí sono di nuovo alla ricerca di qualcosa per avere un minimo d’entrata. Peró sono anche in una fase che devo capire bene quello che voglio, un lavoro che mi piaccia, ma anche dove lavorare.

La Vuelta de España – Santander

Dopo aver incontrato Anna, Antonella e «Lola» a Toledo, le abbiamo rincontrare a Santander, dove erano di passaggio. Ho contattato Sergio, che vive nella zona, ed é proprietario di una bellissima Renault 4 rossa cabrio (fai da te) con motore 1400cc.!! Per unirsi all’incontro. Ho fatto richiesta per avere l’autorizzazione ad entrare nel parco della Magdalena, così da poter far foto dei «bolidi» davanti al palazzo ed al panorama mozzafiato dell’oceano o Mar Cantabrico. Così abbiamo fatto. Il permesso me l’hanno concesso, però all’ingresso del parco, dove c’é un posto di guardia con polizia, non sapevano niente del nostro permesso, ma dopo una breve spiegazione ci hanno lasciato passare. Abbiamo fatto tante foto, abbiamo parlato del loro viaggio, che sta proseguendo senza intoppi ed è ormai giunto quasi alla fine. Abbiamo parlato anche dei nostri viaggi fatti con la mia Renault 4.

Quando abbiamo finito il set fotografico ci siamo spostati al faro di Cabo Mayor. A pochi chilometri di distanza. Anche lì una vista eccezionale del mare, della penisola di Mataleñas e della spiaggia del Sardinero. Ci siamo seduti al bar davanti al faro e abbiamo parlato dei viaggi passati e futuri.  Tra due anni Germania? Non so dove sarò tra due anni, però, mi piacerebbe fare il giro dell’Inghilterra, dopo del giro d’Italia. Osando, mi piace immaginare d’andare fino a Capo Nord… una pazzia? C’é chi l’ha fatto con mezzi meno appropriati. Più di 10 mila chilometri tra andare e tornare, forse si o forse no.

Ci siamo salutati e Buon Viaggio!! Alla prossima!

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