Concorso Atresmedia

Atresmedia é una impresa, o meglio, un gruppo spagnolo, che comprende 6 canali televisivi, 4 radio, 5 piattaforme web, produzione cinematografica, produzione pubblicitaria, agenzie e fondazioni benefiche. La fondazione CreaCultura ha aperto un concorso per un murales su una parete del perimetro della sede di Atresmedia a San Sebastian de los Reyes, Madrid. Il concorso consiste nel presentare un progetto per un murales da realizzare su questo muro che rappresenti l’impresa e i suoi valori. Sul sito di CreaCultura c’é l’articolo che ne parla nei dettagli. Per partecipare bisogna iscriversi sul sito Talent United, dove si trovano vari concorsi in questo momento, da murales, graffiti a concorsi teatrali. Su questo sito bisogna iscriversi e creale un profilo, caricare il proprio progetto, dossier e foto. Per poter arrivare tra i primi 10 finalisti, bisogna ricevere piú possibili Me Gusta (Mi Piace), per poi passare per una giuria creata dalla fondazione che ha creato il concorso. Il primo premio sono 2000€, poi dovrà eseguire l’opera sulla parete. Io partecipo al concorso con un progetto, che dopo vari schizzi e prove l’ho realizzato digitalmente e l’ho caricato sul sito del concorso assieme al dossier. Datemi piú Me Gusta possibili, cliccando sul rettangolo blu con scritto Me Gusta che si trova sotto la foto del mio progetto su questo link. Grazie per l’aiuto che mi date. Fate presto perché manca poco al termine, il concorso finisce il 26 marzo.

Risorse inumane

Da qualche settimana ho scoperto un «tipo» su Facebook che fa video. Video motivazionali, di business, di come migliorare la propria vita, di tecnologia, di internet, parla di ricchi e parla di poveri. Fa tanti video, ogni giorno carica un video nuovo su Facebook. Però, sono tanti un video al giorno!! Sono fatti bene, parla di un argomento, e poi fa un rapido montaggio, tagliando alcune parti e le carica sui vari portali web.

Ieri ho visto questo video dove parla delle risorse umane e subito mi é venuto in mente il Carrefour.

Si, ho lavorato al Carrefour, ahimè. Fino a pochi mesi fá ero lí, nel supermercato e ci sono stato per un anno. Quello che dice Montemagno é proprio vero!! Ero solo una risorsa per Carrefour e non un umano!! Non c’era comunicazione dei capi verso me, alcuni giorni arrivavo al lavoro e mi trovavo alcune sorprese. Il mio collega non c’era, e mi dovevo occupare del lavoro che normalmente facevamo in due. (che era già tanto per due persone)

Ma fin dal principio mi ero accorto di come andavano le cose, ormai tutte le grandi imprese lavorano cosí. Aparte qualcuna. I primi giorni di lavoro bisognava fare i corsi obbligatori sulla sicurezza nel lavoro e su come manipolare i prodotti alimentari, ma farli tutti online….? Mi hanno messo davanti un computer (vecchissimo, brutto, grigio, lentissimo, si aprivano in continuazione finestre avvisando di tutto, probabilmente era pieno di virus e quant’altro) e sono rimasto a fare questi corsi e test per 3 giorni di fila. Qualche corso l’ho dovuto ripetere perché il PC si era impallato! Cosí da perdere una buona mezz’ora. L’ultimo corso é stato il piú divertente perché era un simulatore di cassa, disegnato nei minimi particolari, con il mouse bisognava digitare i tasti giusti sulla cassa, far passare i prodotti sul lettore del codice a barre e schiacciare un pulsante che faceva sorridere il cassiere!! Siccome il PC era da ferrovecchio e sprizzava virus da tutti i pori, non sopportava il programma di simulazione. Funzionava, ma facendo un movimento con il mouse o cliccando, il PC razionava dopo 5 minuti!! Quindi, immaginate l’esito della simulazione online! Era un completo disastro!!

Per tutto il tempo che sono stato lavorando per loro, non mi comunicavano o non mi hanno insegnavano cose che mi sarebbero state utili. Per esempio: stampare le etichette dei prezzi (dovevo avvisare il mio superiore che avevo bisogno di tot etichette di tot prodotti… poi non le stampava, perché era pieno di lavoro e si dimenticava. Potevano passare anche giorni per stampare una etichetta), avvisarmi che il mio collega non ci sarebbe stato per tot giorni, causa vacanze, o l’arrivo di un nuovo prodotto da mettere negli scafali, oppure che, anche il collega che si occupava di riempire il bancone frigo era in vacanza e che avrei dovuto fare anche quel lavoro, quindi una persona fa il lavoro di tre.

La cosa piú forte che mi é capitata, é stato a due mesi che lavoravo lí. Finivo di lavorare alle 12:40, il pomeriggio libero e avevo 2 giorni liberi davanti a me. Cosí con mia moglie ci eravamo organizzati, veniva a prendermi direttamente al lavoro in macchina per andare nel nord della Spagna (4 ore e mezza di viaggio) per poi tornare a casa due giorni dopo. Alle 12:40 vado nello spogliatoio a cambiarmi e lavarmi, dopo 10 minuti esco, passo davanti l’ufficio e la mia superiore mi ferma dicendomi che al pomeriggio avrei dovuto tornare per fare l’inventario. Io la guardo …e rido. Rido perché c’era anche un’altra collega che spesso, parlando con lei, si facevano battutine, sul piú e sul meno. Anche con la mia superiore si facevano battutine, quindi in quel momento sembrava una battuta. Invece era tutto vero.

Ma poi, come si fa, a dirmi, quando sono giá fuori dall’orario di lavoro, che devo tornare al lavoro, fuori dall’orario di lavoro??!!!! Nessuno mi aveva mai parlato dell’inventario, che avrei dovuto fare l’inventario! Mi sembrava uno scherzo e l’ho preso come tale! Comunque, nelle volte successive, quando me l’hanno chiesto, sono andato all’inventario, però tutto questo mi sembrava un po’ «illegale».  Avevo un calendario di lavoro, che mi davano all’inizio di ogni trimestre, e delle ore dell’inventario non c’era traccia. Andavo anche perché ero nuovo, avevo bisogno di uno stipendio (per quel poco che fosse) e non volevo mettermi in disaccordo con i capi. Sicuramente ho fatto ore extra non pagate. E visto che la paga era una miseria, mi dava molto fastidio. Ho lavorato in tanti posti diversi, ma uno stipendio come questo non l’ho mai visto! Forse non é stato il peggior lavoro che ho provato, ma il secondo sicuro. É un lavoro fisico, caricare, scaricare, prendere pesi, alzare pesi, abbassare pesi, incucciarsi, mettersi in punta di piedi. I primi tempi tornavo a casa con un mal di schiena… Poi mi é passato, perché ho cambiato reparto. Comunque, quello che voglio dire, che alcuni lavori non valgono la pena, non vale la pena spezzarsi la schiena per lo stipendio che ti danno e per i problemi fisici che avrai nel futuro! Ci sono molti altri lavori dove si prende uno stipendio migliore e senza il rischio di avere lesioni o incidenti.

Quello che dice Monty (Montemagno), se le imprese comunicassero «meglio» con i propri dipendenti, le cose andrebbero molto meglio nel lavoro. E con una preparazione migliore il lavoratore rende di piú! Carrefour ha un grande sistema di portali web: blog, e-commerce, portale per il lavoratore. Ma sono tutte cose un po’ messe lí per nascondere come realmente viene trattato il lavoratore. Spesso il piccolo dipendente che lavora nel supermercato, ha un livello scolastico medio-basso, quindi, internet, non sa neanche cosé…..!! Non puó permettersi un PC, e quindi, non sa usarlo. Quindi mettere a disposizione un blog, un portale di notizie per il lavoratore, é un po’ inutile. E poi, per entrare nel portale per vedere l’estratto della busta paga, era piú compilato che hackeare l’ FBI, password su password su permessi su codici… Mi é di gran lunga piú facile fare un trasferimento del mio conto dal portale della mia banca!!

Volete saper com’é andata a finire? Al rinnovo di un contratto mi hanno detto: «Domani vai ad iscriverti alla disoccupazione e il giorno dopo vieni qui e firmi il contratto nuovo». E li, ho capito tutto, che mi avrebbero lasciato a casa allo scadere del seguente contratto. Cosí é successo e giusto pochi giorni prima di compiere l’anno mi hanno lasciato a casa.