Due giorni a Milano

Stazione centrale di Milano
Stazione centrale di Milano

Circa un mese fa, siamo andati in Italia per passare le feste natalizie con la mia famiglia (é già da una settimana che sono tornato in Spagna). Ultimamente, quando viaggiamo in Italia, decidiamo di andare a visitare una città nuova, che non conosciamo, o che siamo stati tanti anni fa e che vogliamo rivedere. A marzo dell’anno scorso siamo stati a Firenze in giornata, da Padova  si trova a una ora e mezza di treno (adesso c’é la TAV o l’AVE in spagnolo). Siamo riusciti a salire sulla cupola del Brunelleschi, vedere il David di Michelangelo ed ammirare il panorama della città dal piazzale Michelangelo. Se prendi il biglietto del treno con anticipo risparmi parecchio.

Questa volta abbiamo scelto Milano. Ci sono passato molte volte per Milano, per andare a Torino, per andare in Svizzera, per andare in Francia, per andare ad Assago a vedere un concerto, però non mi sono mai fermato a visitarla. Cosí abbiamo deciso di fermarci per 2 giorni, anche se, per visitarla bene ci vorrebbe almeno una settimana. Tutte le persone che conosciamo ci hanno detto che Milano é una città grigia, industriale, brutta, nebbiosa, fredda. Invece l’abbiamo trovata molto bella, per niente grigia, bellissimi palazzi, il cielo limpido, e non troppo fredda. Siamo stati fortunati! In pieno inverno, trovare delle giornate di sole come quelle che abbiamo avuto, é stata una grande fortuna.

stazione centrale Milano
stazione centrale Milano

Quando si arriva a Milano in treno, la prima cosa che ti lascia stupefatto é la stazione dei treni, é inmensa, ha delle arcate in ferro grandissime dove si fermano i treni, la zona dei passeggeri ha soffitti alti, spazi grandi e sculture alle pareti.

Appena usciti dalla stazione ci siamo recati all’hotel a lasciare le valigie, per poi prendere il tram che ci avrebbe portato al teatro La Scala. I tram a Milano sono rimasti quelli di una volta, ci sono anche quelli moderni, ma quelli vecchi sono praticamente uguali a quelli di Lisbona. Ci sono vari tipi di biglietti per i mezzi pubblici, noi abbiamo preso il biglietto bigiornaliero, che dura 48 ore a 8,25€, perfetto per noi. Dopo aver visto il teatro La Scala, abbiamo attraversato la Galleria Vittorio Emanuele II: bellissima, fino alla piazza del Duomo. Dopo molte foto fatte in piazza ci siamo messi in coda per salire sul tetto del Duomo. Il biglietto per salire a piedi sul tetto del Duomo e visitare l’interno viene a costare 12€. Avremmo aspettato 20 minuti, prima di poter incominciare a salire le scale che portano al tetto. Sono molti scalini ma ne é valsa la pena, visto la giornata che abbiamo trovato, senza una nuvola. Quando si esce all’aperto dalle scale a chiocciola, ci si trova sopra alla navata laterale della chiesa, si vedono da vicino i contrafforti e le famose guglie del Duomo. Si percorre tutto il tetto della navata laterale fino ad arrivare alla facciata del Duomo, dove troviamo una scala che fiancheggia la facciata per arrivare sopra al tetto della navata centrale. Da quella altezza si ha una vista mozzafiato di Milano, e se trovate una giornata come quella che abbiamo trovato noi, si vede anche il Monte Rosa e tutta la catena montuosa delle Alpi.

Cattedrale di Milano, vista dal tetto
Cattedrale di Milano, vista dal tetto

Dopodiché siamo tornati con i piedi per terra e siamo andati a pranzare alla pizzeria Sorbillo che si trova a pochi passi dal Duomo. Abbiamo aspettato un po’ prima di accomodarci, d’altronde é una pizzeria molto famosa.

Dopo aver pranzato siamo andati alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove c’é l’affresco di Leonardo da Vinci: il Cenacolo. Ma, come immaginavo, non c’era posto, bisognava prenotare l’ingresso per tempo. Un mese prima mi ero informato, ma era già tutto prenotato. Quindi abbiamo preso il tram un’altra volta e siamo andati fino al quartiere Brera, dove abbiamo visto vetrine, comprato in negozi, passeggiato per stradine con la pavimentazione in sasso, che mi hanno ricordato Padova.

Dopodiché siamo tornati in hotel per riposarci un po’, e poi, la sera, siamo andati nella zona dei Navigli a cenare. Anche questa zona di Milano ci é piaciuta molto, romantica e piena di vita notturna.

Duomo di Milano
Duomo di Milano

Il giorno dopo siamo tornati al Duomo per visitare l’interno. Anche l’interno del Duomo é spettacolare. É come entrare in un bosco di colonne altissime, imponenti, vetrate decorate e colorate che fanno passare la luce illuminando e colorando l’interno del duomo. Le vetrate dell’abside sono ancora piú grandi delle altre.

Dopo la visita al duomo abbiamo chiesto consiglio a dei militari per un ristorante tipico di Milano non troppo lontano. Ci hanno raccomandato da Bruno, però siamo rimasti delusi, perché era troppo caro per il tipo di piatti che ci hanno servito, il vino sembrava aceto, però il luogo si vedeva che era il tipico ristorante milanese, antico, dove fanno la tipica cucina milanese.

Tram di Milano
Tram di Milano

Dopodiché, abbiamo proseguito a piedi fino al Castello Sforzesco, passeggiando per le strade milanesi, fotografando la luce del tramonto sui palazzi. Siamo entrati nel parco del castello e lo abbiamo visto velocemente per poi uscire e dirigerci verso il quadrilatero della moda.

Abbiamo attraversato via Montenapoleone, dove ci sono le piú grandi firme della moda italiana, e quindi del mondo. Le vetrine dei negozi sono incredibili, sono allestite in un modo che non avevo mai visto, solo qui, a Milano le ho viste cosí. Siamo rimasti veramente colpiti dalla via, macchine potenti, gente alla moda, luci, negozi e bar carissimi.

Ormai si stava concludendo la nostra visita nella cittá, quindi siamo andati fino alla piazza del Duomo per vedere il Duomo di notte illuminato e poi siamo tornati alla stazione Centrale per prendere il treno che ci avrebbe riportato a Padova.

Decorazioni con Murales

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Poesia

Forse domani non sarà piú oggi

Forse domani non sarà piú oggi
col sol che scherza fra i tuoi ricci bruni
col mar che sfiora i tuoi piedini ignudi
e il vento che pian piano t’accarezza.

Forse domani non sarà piú oggi
ma un giorno di ricordi dolci e cari
e tu sarai il passato senza fine
di questo cuor che piano si dibatte
nel buio delle volte che t’avvolge
e mormorando il nome tuo si perde
nell’infinito abisso dell’oblio.

Forse domani non sará piú oggi;
allora dai, ti prego, lascia che ti sfiori
le guance rosse e gli occhi vellutati,
lascia che ti ami ancora per un poco,
un poco sol, ma tanto che il sapore
riempia la mia bocca di te o cara!

Forse domani non sarà piú oggi
ma il tuo ricordo riempirà la vita.

Biancarosa Boldarino

Sito OK!

Ho sistemato il sito web, ora é operativo al 100%. Ho messo le descrizioni in italiano e in spagnolo, peró tutto nella stessa pagina. Per il momento lo tengo cosí, avevo provato un plugin per il multilingue ma mi dava problemi. Avevo anche in mente di cambiare tema del sito pagandolo, ce né sono di molto belli, ma per il momento non volevo spendere altri soldi su questo sito. Vediamo quanto gente di seguirá nei prossimi tempi e in caso faró questa spesa.

Approfitto questo post per pubblicare le foto fatte dal cugino del mio amico Renaultquattrista Cruz, a Toledo, al ritrovo con la Ana e Antonella che nel mese di luglio di quest’anno hanno fatto il giro della Spagna in Renault 4: La Vuelta de España, di cui ho fatto un post. Il primo post di questo sito.

Vuelta España R4
Se non riuscite a vederle tutte cliccate qui.

Lavori in corso

É da un po’ che non scrivo. Perché ho le idee un po’ confuse sul disegno di questa web, la mia web. Sto cercando un tema che sia moderno ed attrattivo, che mi identifichi. Ne ho trovato alcuni di interessanti, ma non sono ancora convinto. Poi voglio mettere piú di una lingua nel sito, cosí che sia gli italiani che gli spagnoli possano leggere e navigare su questa web. Ma ho avuto un po’ di difficoltà nel multilingue, ho installato un plugins multilingue, però mi sta complicando il sito. Quindi sto sistemando le pagine, le foto, eccetera. E alla fine toglierò quel plugin.

Chi scrive?

Fin’ora ho scritto solo pochi post e tutti parlano di Renault 4. Si, ne ho una anche’io, mio padre la compró nel ’88 e poi ho imparato a guidare con quella e me la sono tenuta. Adesso la uso abitualmente, con gli anni l’ho migliorata e vado a vari raduni di auto storiche. Però, il blog non era nato per parlare di Renault 4. Beh, non avevo neanche una chiara idea su cosa sarebbe servito questo blog. Però mi piaceva l’idea di avere un blog tutto mio. Avevo varie idee su cosa scrivere sul blog, parlare di cosa faccio, luoghi da visitare, del restauro… etc… Però nessuno mi convinceva del tutto, quindi, sono ancora qua che penso. Forse non occorre che ci sia un tema sul blog e seguire sempre quello, posso anche scrivere quello che voglio e mi piace, senza essere obbligato ad avere un tema specifico che deve rimanere sempre quello.

Cosí penso che sia arrivata l’ora anche di raccontarvi chi sono e da dove vi scrivo. Mi chiamo Federico, per gli amici Fede (come avrete capito dall’indirizzo web). Sono nato a Padova e lì ho frequentato l’Istituto Statale d’Arte «Selvatico», che adesso é liceo, ottenendo il diploma di maturità. Dopo un anno mi sono iscritto ad un corso regionale triennale di restauro a Venezia.

Quello che mi ha cambiato radicalmente la vita é stata Venezia. Infatti proprio lì, in mezzo alle calli e rii, conobbi una ragazza… spagnola… Cosí dopo qualche anno siamo andati in Spagna, Madrid. Il primo anno ho vissuto a Madrid, vicino allo stadio Bernabeu del Real Madrid. Poi ci siamo trasferiti nella «Sierra madrileña» tra montagne e colline della provincia di Madrid. Appena arrivato in Spagna pensavo che avrei vissuto lavorando per il restauro, e cosí é stato per i primi anni, ma poi é arrivata la crisi e di lavoro ce n’era (e ce n’é) poco.

Ho cambiato tanti lavori, alcuni belli e alcuni orribili! Attualmente sono senza lavoro, nell’ultimo lavoro mi hanno lasciato a casa prima di compiere un anno di lavoro, cosí non sono obbligati a farmi fisso. Il restauro mi é andato un po’ in disgrazia, nel senso che anche quello non é un lavoro stabile. Ci si deve sempre muovere per il paese, e i lavori durano un po’ di mesi, poi devi essere fortunato che l’impresa per cui lavori abbia un altro lavoro in attesa. Comunque ho visto tanti lavori di restauro fatti male, con materiali scadenti e velocemente. Tre anni fá sono tornato in Italia per un lavoro, all’inizio sembrava un lavoro di 4 mesi, ma poi é durato solo un mese.

Dopodiché sono tornato in Spagna, per un altro lavoro, ma anche quello é durato solo un anno. Con la crisi la qualità dei lavori é peggiorata molto. Ti pagano il minimo possibile, fai ore extra e non te le pagano. A causa di questo con molti datori di lavoro non sono rimasto con buoni rapporti. Cosí sono di nuovo alla ricerca di qualcosa per avere un minimo d’entrata. Peró sono anche in una fase che devo capire bene quello che voglio, un lavoro che mi piaccia, ma anche dove lavorare.